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Oggetto: testa del Buddha
Provenienza: Thailandia settentrionale
Collezione: Dono Carmelo Dinaro 2012
Museo: Museo delle Civiltà – Museo d’ Arte Orientale
Periodo: XVI e XVII secolo stile Ayutthaya
Inventario: 2017.979 Materiale Stucco dipinto e dorato, vetro, madreperla Misure: h 37 cm

 

L’oggetto del mese che vorrei presentarvi è una testa in stucco dipinto dorato raffigurante il Buddha.

L’opera che si trova attualmente in un deposito del museo delle Civiltà dove adesso ci troviamo, è stata oggetto di un intervento di restauro realizzato in occasione della sua esposizione per la mostra Antico Siam lo splendore dei regni Thai, che si è tenuta, in questo museo, dal 18 maggio al 30 settembre del 2019.

L’importante mostra che ha visto l’esposizione di oltre 500 pezzi, ha celebrato il 150° anniversario del trattato di amicizia e commercio tra l’Italia e la Thailandia, il cui documento originale è stato eccezionalmente qui esposto.

La testa, tra le più antiche presenti, datata tra il XVI e il XVII secolo, è stata inserita nella sezione seconda dedicata all’età classica dei regni thai – compresi tra il 1300 ed il 1782.

L’ovale della testa, color avorio, è posta su una piccola base sostenuta da un perno metallico. Un sottile e articolato gioco di linee, che parte dalle arcate superiori e culmina in un sorriso dalle labbra rosse.

Le orecchie in parte rotte, hanno lobi allungati, quale antico segno della rinuncia alla vita mondana. Un piccolo nastro, liscio dorato, separa la fronte, dalla capigliatura a riccioli blu, sormontati da un basso rialzo detto ushnisha. Il foro, visibile in alto, dimostra che la testa era sormontata da un elemento a fiamma detto rashmi. Sul collo sono riconoscibili le tre linee segno di bellezza, di   fortuna e di prosperità. La testa doveva appartenere ad una statua a grandezza naturale in una posizione stante o assisa.

Ad una prima analisi lo stucco sembra essere stato composto da un nucleo realizzato in mattoni e polveri quarzose ricoperto da strati successivi, via via sempre più raffinati e levigati. Una miscela liquida, dunque, applicata con andamenti curvilinei che ha lasciato evidenti le sue striature. Questi strati potrebbero essere stati fatti con gesso, o riso addensato a colle vegetali, materiali comunque utilizzati per rendere più fluida e aggrappante la stesura di ogni strato.

La capigliatura a riccioli scuri detti a chiocciola, è stata invece realizzata a   stampo, una tecnica tipica della scultura del periodo, usata soprattutto per piccoli dettagli, come l’acconciatura o i gioielli. Uno strato color marrone – oggi in buona parte caduto – aveva completamente ridipinto tutta la testa in un intervento recente, o moderno.

Il restauro è consistito in una prima lieve depolveratura, con pennelli morbidi di martora, seguita dalla rimozione del sottile strato marrone che aveva ricoperto l’intero volto di Buddha, predominando visivamente sulle linee delicate del volto.

I saggi di pulitura, sono stati realizzati con prodotti in soluzioni gelificate. Il sistema gel consentiva di aderire bene alla pronunciata superficie della capigliatura e al il controllo costante dell’azione solvente.

L’operazione è stata così eseguita con il Vanzan NF-C un gelificante miscelato con un sale bisodico all’1% per il tempo di contatto di pochi minuti, rimosso a tampone.

Il Vanzan NF – C è composto dalla gomma Xantano, un prodotto utilizzato soprattutto per uso alimentare, molto solubile in acqua con la quale forma un denso gel trasparente. Tolto lo strato marrone, sul collo è emerso un grande inserto in cemento grigio.

La parte, impossibile da rimuovere, è stata così lasciata, isolandola con una resina acrilica, e ricoperta da una tinta bianca.

Il difficile raccordo mimetico tra il volto color avorio ed il collo grigio in cemento, è stato risolto con il sistema detto a tratteggio – una tecnica a selezione cromatica definita da Cesare Brandi nella sua teoria del restauro già nel lontano 1963.

Si tratta di sottili linee parallele verticali eseguite ad acquarello che hanno permesso il riconoscimento ravvicinato della parte integrata e la sua perfetta mimesi a distanza.

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO:

  • Boisselier,J.(1986) Il Sud-est Asiatico. Storia Universale dell’Arte, sezione seconda, Le Civiltà dell’Oriente. Torino: UTET
  • Diskul,S.,A.B. Griswold (1990) Hindu Gods at Sukhodaya. Bangkok: White Lotus
  • Fickle,D.H.(1989) Images of the Buddha inThailand. Singapore: Oxford University Press
  • Lopetcharat,S. Buddha:.(2000) Lao Buddha:The Image and Its History
  • Luang Boribal Buribhand, A.B. Griswold (1990) The Images of the Buddha. Thai Culture new series n.18 ed Bangkok: The Thai Fine Arts Department.
  • Rispoli,F.(1998) Statues in Gold from Mysterious Thailand.
  • Van Beek,S.,L. Invernizzi Tettoni (1991) The Arts of Thailand. Hong Kong Periplus