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Nel mondo di Sandokan

Tributo a Emilio Salgari

La Mostra

La mostra, allestita presso il Museo delle Civiltà a Roma, nel quartiere EUR, è concepita come un viaggio affascinante attraverso il mondo di Sandokan e le popolazioni dei tagliatori di teste del Borneo.

Un dialogo inedito tra il patrimonio etnoantropologico del museo e le storie narrate da Emilio Salgari nel ciclo indo-malese condurrà il pubblico in una straordinaria esperienza culturale. Le armi, gli strumenti rituali, gli oggetti della vita quotidiana descritti dalla penna dello scrittore veronese si ritroveranno esposti, alcuni per la prima volta in assoluto, all’interno del percorso museale, con istallazioni di grande impatto sensoriale, realizzate anche mediante l’utilizzo delle più moderne tecnologie digitali.

La scoperta di luoghi, personaggi e oggetti resi immortali dalla fervida capacità narrativa di Emilio Salgari sarà realizzata non soltanto attraverso una rigorosa documentazione scientifica dei reperti – a partire dal nucleo centrale della mostra rappresentato dalla collezione donata al re d’Italia da Charles Brooke, nipote di sir James Brooke, il raja bianco nemico giurato di Sandokan nei romanzi salgariani – ma anche attraverso l’esposizione di fumetti, libri, manoscritti relativi alla produzione letteraria di Salgari, nonché documenti fotografici e cinematografici.

Il leggendario Sandokan e con lui l’isola di Mompracem, i Tigrotti e poi Yanez, il corsaro portoghese che, dopo esser stato catturato dai pirati di Sandokan a Labuan, diviene amico fedelissimo della Tigre, la jungla e i tagliatori di teste Dayaki, i pirati della Malesia, rivivranno attraverso film storici e video.

Il percorso espositivo della mostra si svilupperà attraverso gli spazi e le sale del Museo preistorico etnografico “Luigi Pigorini”. L’atrio d’ingresso, trasformato in una vera e propria giungla malese, introdurrà i visitatori nelle atmosfere esotiche dei romanzi salgariani.

Le ambientazioni salgariane saranno riprodotte anche lungo l’imponente scalinata che conduce alla splendida vetrata policroma di Giulio Rosso.

Si giungerà infine al maestoso Salone delle Scienze, anch’esso trasfigurato in chiave salgariana, che accoglierà il nucleo espositivo della mostra, con oltre quattrocento oggetti appartenenti alle collezioni del museo.

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