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Necropoli altomedievale di Castel Trosino (AP), tomba 119 (inv. 1537-1539)
Prima metà del VII secolo

Doveva essere una figura di spicco della comunità locale longobarda di Castel Trosino, il guerriero cavaliere nella cui sepoltura è stato ritrovato un corredo funebre ricchissimo, composto da diversi oggetti di oreficeria realizzati in oro e argento. Tra questi si distinguono le tre placche ornamentali in lamina d’oro, poste in origine a decorare la fronte della sella di un cavallo. Dei piccoli chiodi di fissaggio in bronzo ancoravano le placche alla struttura sottostante, probabilmente in legno.  

Il decoro della placca di maggiori dimensioni, realizzata a sbalzo e rifinita a incisione e cesello, è articolato in diversi settori: al centro nella parte alta troviamo due animali ai lati di un albero stilizzato al di sopra di due rapaci. Due teste di rapaci ritornano nelle estremità inferiori dove gli occhi sono marcati con due dei chiodi di fissaggio già ricordati. Lo stesso espediente è utilizzato per i delfini che chiudono lateralmente la composizione, mentre nelle due parti intermedie sono poste le figure di un animale fantastico alato con testa di lupo. Completano la composizione cornucopie con fiori (tra i delfini e gli animali fantastici), piccole incisioni a virgola e intrecci di vario tipo.

Le altre due placche, di dimensioni ridotte e probabilmente poste a lato di quella maggiore, presentano un decoro del tutto identico tra loro. Realizzate a sbalzo su modano e incisione, le placche sono di forma semicircolare con due appendici arcuate e una centrale a due foglie. 

Dove si trova

Museo delle Civiltà – Museo dell’Alto Medioevo – Sala III

Sapevi che…

L’attività militare diviene nell’Alto Medioevo strumento e simbolo di potere e trova ampio spazio nei corredi per dimostrare l’emergenza sociale del sepolto. In particolare si diffonde tra i Longobardi stanziati in Italia tra la fine del VI e la prima metà del secolo successivo, la pratica di presentare le élites locali come guerrieri a cavallo attraverso l’inserimento nel corredo degli addobbi dell’animale o degli ornamenti del cavaliere, quando non si ricorre direttamente alla sepoltura affiancata di uomo e cavallo. 

Nel cimitero di Castel Trosino si individuano solo sei tombe in cui il defunto viene presentato come cavaliere e si tratta sempre di sepolture con un corredo particolarmente ricco, anche con numerosi manufatti in oro. Con tutta probabilità sono queste le tombe dei membri più eminenti della comunità e colpisce come in alcune sepolture vi sia una sovrabbondanza di elementi che rimandano all’ambito equestre, forse con la volontà di enfatizzare ancor di più lo status privilegiato del defunto.