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La “Sopakarina”, canoa di tipo tadobu, è stata costruita intorno al 1970 nell’isola di Kitawa (Papua-Nuova Guinea).

Questo tipo di canoa veniva costruita esclusivamente per gli scambi cerimoniali kula. Il kula è una forma di scambio rituale che collega in un circuito le isole del Massim, un’area che comprende l’estremità orientale della Nuova Guinea e gli arcipelaghi circostanti (Trobriand, Entrecasteaux, Goodenough), e costituisce uno degli elementi centrali della vita sociale. Il kula lega tra loro uomini di diverse isole in un rapporto di reciprocità che oltrepassa l’ambito rituale. Nel corso del rito vengono scambiati tra i partecipanti i vaiguwa, lunghe collane di conchiglie rosse, e i mwari, bracciali di conchiglia bianca.

Nel circuito di scambio, i vaiguwa circolano in senso orario mentre i mwari in senso antiorario. Questi oggetti non rimangono mai a lungo presso lo stesso proprietario; dopo un po’ di tempo vengono scambiati nuovamente rientrando così nel circuito.

Nel corso dello scambio vengono recitate anche formule poetiche improvvisate. La partecipazione al kula e il possesso degli oggetti rituali è fonte di grande prestigio. Il partecipante al kula ha una rete di compagni con cui effettua gli scambi: egli cede mwari ai compagni che vivono nelle isole poste ad occidente rispetto alla sua e vaiguwa a quelli che vivono ad oriente. In cambio riceve vaiguwa da quelli che vivono ad occidente e mwari da quelli che vivono ad oriente.

Ricavata da un grande tronco scavato, è lunga 11,70 m e larga 2,20 m, compreso il bilanciere.​

Dove si trova

Dalla biglietteria del Museo sali al primo piano, Sezione Oceania – L’arte e la società.

Sapevi che…

I Polinesiani erano in grado di navigare per migliaia di chilometri nell’oceano quando, nel resto del mondo, si praticava solo la navigazione costiera.
Utilizzavano imbarcazioni leggere, robuste e veloci.
Riuscivano a orientarsi in mare aperto senza strumenti di navigazione grazie a un sistema complesso basato sulla posizione delle stelle e grazie a una grande conoscenza del mare e dei venti.
Queste conoscenze venivano tramandate attraverso canti, composizioni poetiche e miti.
Un sistema di navigazione simile è in uso ancora adesso in Micronesia.

Il sistema di orientamento tradizionale è andato perduto al termine del processo di popolamento della Polinesia e l’interruzione dei grandi viaggi oceanici verso il XIV secolo. Il sistema attualmente in uso in Micronesia è probabilmente simile a quello degli antichi Polinesiani.
Il riferimento fondamentale è una “bussola stellare” che identifica sui 360 gradi del cerchio dell’orizzonte 32 punti corrispondenti al sorgere e al tramontare di 15 tra stelle e costellazioni. Per andare da un’isola ad un’altra si naviga in direzione di una stella corrispondente alla direzione dell’isola; dopo qualche ora, con lo spostarsi della stella sulla volta celeste se ne sceglie un’altra e così via in una sequenza di stelle, un “sentiero di stelle”; di giorno si conduce una navigazione stimata sulla posizione del sole e la direzione del vento e delle onde. La piena conoscenza del sistema richiede un apprendistato che può durare quindici o venti anni.

Sono state compiute traversate del Pacifico della lunghezza di migliaia di miglia, sia con moderne imbarcazioni a vela sia con ricostruzioni di imbarcazioni tradizionali, utilizzando esclusivamente il sistema tradizionale di orientamento e navigazione.