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Italo Africano

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Italo Africano

Museo Italo Africano “Ilaria Alpi”

Il Museo Coloniale di Roma venne inaugurato nel 1923 al Palazzo della Consulta, sede del Ministero delle Colonie, da cui il Museo dipendeva.

Nato con una finalità di propaganda e con lo scopo di far conoscere le “imprese” coloniali italiane, nel momento della sua apertura il Museo si componeva di collezioni già precedentemente raccolte dalle colonie italiane della Libia, Eritrea e Somalia ed esposte al pubblico in diverse fiere ed esposizioni coloniali, tra cui l’Esposizione internazionale di marina e igiene marinara – Mostra coloniale italiana di Genova del 1914, cui si aggiungevano man mano altre raccolte. Il patrimonio del Museo si è quindi andato ampliando fino allo scoppio della Seconda Guerra mondiale ed oggi comprende circa 12.000 oggetti – a carattere per lo più etnografico, ma anche storico, artistico, antropologico, archeologico, architettonico e connesso alle scienze naturali e a esplorazioni geografiche – raccolti o prodotti nel corso dell’esperienza militare e coloniale italiana in Africa.

La complessa storia di questo Museo ripercorre in parte la storia del colonialismo italiano, dalle prime esplorazioni in Corno d’Africa fino alla fase post-coloniale. Il Museo e le sue collezioni possono pertanto diventare uno strumento per leggere e ri-leggere criticamente la storia delle relazioni e dei rapporti dell’Italia con alcuni paesi africani, e permetterci oggi di analizzare criticamente la nostra eredità coloniale lungo un percorso fatto di memorie e rimozioni.

Un po’ di storia

Nel 1935, il Museo venne trasferito dal Palazzo della Consulta in una più ampia sede a via Aldovrandi. Nel 1936, dopo la proclamazione dell’Impero dell’Africa Italiana, il Museo cambiò nome e assunse quello di “Museo dell’Africa Italiana”. Negli anni successivi il Museo rimase chiuso per riscontro inventariale e riaprì solamente nel 1947, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e nello stesso anno in cui l’Italia rinunciava formalmente a tutte le colonie, con l’eccezione del protettorato in Somalia.

Il Museo chiudeva poi definitivamente i battenti agli inizi degli anni Settanta. Già nel 1953, sotto la vigilanza del Ministero degli Affari Esteri, le collezioni erano state devolute all’Istituto Italiano per l’Africa. Passato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 2017, il museo è entrato a far parte delle collezioni del Museo delle Civiltà.

Elaborazione del riallestimento

Sintesi delle prospettive museografiche in discussione

All’interno del Museo delle Civiltà un’intera sezione sarà dedicata all’allestimento del nuovo Museo Italo Africano che, in modo innovativo, narrerà le tante e controverse relazioni intercorse tra Italia e Africa nel corso dei secoli. Il progetto museografico in corso di realizzazione mira a presentare al pubblico, attraverso una cornice critica rinnovata, la storia del Museo Coloniale e le sue collezioni, i contesti politico-culturali, gli immaginari e le rappresentazioni che hanno accompagnato le relazioni tra l’Italia, la Libia, l’Etiopia, l’Eritrea e la Somalia, ex colonie italiane.

Tutto l’allestimento seguirà una narrazione tematica non divisa in base ad aree geografiche o culturali. Saranno presenti approfondimenti trasversali relativi al tema della costruzione dell’altro africano e postazioni multimediali pensate particolarmente per il pubblico delle scuole.

All’ingresso al visitatore sarà offerto un introduttivo excursus sugli antichi rapporti tra mondo romano e africano, sulle esplorazioni che, nel corso del Medioevo prima e del Rinascimento poi, portarono naviganti italiani ed europei ad avere contatti con le varie e tante realtà politiche africane alla ricerca di figure quali quella del mitico Prete Gianni, di alleanze politiche e commerciali.

Si arriverà quindi al nucleo centrale del Museo dedicato alle relazioni Italia-Africa nell’Ottocento e nel Novecento, al periodo di penetrazione dell’Africa da parte di avventurieri, geografi, missionari e colonizzatori italiani. Si presenteranno opere che rappresentano le relazioni, gli immaginari e la storia della presenza coloniale italiana in Africa, nelle sue diverse modalità e sfaccettature.

A partire da molteplici sguardi e memorie contemporanei sulla presenza coloniale italiana in Africa si ricostruirà quindi la storia del Museo Coloniale e del nostro passato coloniale, si affronteranno questioni relative ad oggetti sensibili provenienti dal Nord Africa e dal Corno d’Africa, alle esplorazioni geografiche e al ruolo che i saperi scientifici – quali l’antropologia fisica, l’etnologia, la geografia, l’archeologia e l’architettura – ebbero nel costruire il sapere e il discorso coloniale così come si approfondiranno gli aspetti relativi allo sfruttamento ambientale e umano perpetrato dall’Italia nelle ex Colonie.

Il percorso allestitivo terminerà guardando all’oggi mediante anche esposizioni temporanee, convegni, residenze di artista e performance creative. Ed è proprio per questa volontà di narrare anche gli attuali rapporti tra Italia e Africa che il Museo Italo Africano verrà dedicato ad Ilaria Alpi, giornalista che indagava sulle complesse relazioni contemporanee tra Italia e Somalia.

Presentazione del nuovo allestimento e della dedica a Ilaria Alpi


Video su Ilaria Alpi

La Somalia di Ilaria

1994

 

 

Ilaria Alpi – Ultimo viaggio

2015, regia di Claudio Canepari, Gabriela Gravagna

Speciale “Chi l’ha visto” su Ilaria Alpi

2019

Si ringrazia la RAI Direzione Teche per aver gentilmente concesso il materiale filmato.