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Un museo di propaganda, un museo chiuso e occultato, un museo da rimeditare e riaprire: dal Museo Coloniale al Museo Italo Africano “Ilaria Alpi”

Memorie e narrazioni del colonialismo sono tra le questioni sollevate dal movimento Black Lives Matter con azioni eclatanti che hanno coinvolto molti paesi del mondo. Questi temi, in relazione al passato coloniale italiano, sono al centro delle riflessioni per il nuovo allestimento nel Museo delle Civiltà delle collezioni recentemente acquisite dall’ex Museo Coloniale.

Sinossi da: https://www.asaiafrica.org/blacklivesmatter-italia-asai/un-museo-di-propaganda-un-museo-chiuso-e-occultato-un-museo-da-rimeditare-e-riaprire-dal-museo-coloniale-al-museo-italo-africano-ilaria-alpi/

La morte nel maggio 2020 per mano della polizia di George Floyd, cittadino statunitense di origine africana, ha suscitato azioni di protesta e riflessioni promosse negli Stati Uniti dal movimento Black Lives Matter e rapidamente propagatesi in molti altri paesi. A Milano, il 14 giugno 2020, la statua di Indro Montanelli è stata oggetto di contestazioni che hanno sollevato un dibattito su questioni razziali e memoria del colonialismo italiano. A seguito di tutto ciò l’Associazione Italiana Studi Africani (ASAI) ha promosso una discussione su questi temi affrontati da molteplici punti di vista: tra questi anche quello del Museo delle Civiltà in cui si sta progettando l’allestimento delle collezioni appartenute all’ex Museo Coloniale di Roma.

Come una statua o un monumento di altro genere, anche un museo trasmette memorie e veicola narrazioni: quelle del passato coloniale italiano nel caso del Museo Italo Africano. Nell’intervento per ASAI Gaia Delpino ha ragionato sul ruolo dei musei nella narrazione pubblica riflettendo sulle prospettive e sulle idee con cui si sta progettando l’allestimento del Museo Italo Africano del quale è curatrice insieme a Rosa Anna Di Lella.