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Nel pomeriggio del 19 novembre 2020 il nostro Direttore è venuto a mancare. Una grave perdita per il Museo delle Civiltà e il suo personale per l’estremo impegno che il Direttore ha profuso nel costruire un “nuovo” museo e nel portare avanti ambiziosi progetti di condivisione culturale e sociale.

Dirigente di II fascia del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo con laurea in Lettere Classiche e specializzazione in Archeologia, Filippo Maria Gambari ha cominciato la sua carriera nella Amministrazione vincendo il concorso nazionale specialistico di archeologo preistorico presso la Soprintendenza Archeologica del Piemonte, a Torino, per la quale ha diretto numerosi scavi e interventi sul territorio e realizzato la progettazione scientifica di molti allestimenti museali e mostre in ambito preistorico. È divenuto poi Soprintendente per i Beni Archeologici della Liguria, Emilia Romagna, Lombardia e Direttore ad interim del Parco archeologico di Ercolano nonché Direttore del Segretariato Regionale per la Sardegna.

Dalla primavera del 2017 è stato Direttore del Museo delle Civiltà, assicurando la complessa e ambiziosa creazione del museo autonomo dall’unione di quattro importanti musei: il Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, Arti e tradizioni popolari “Lamberto Loria”, Arte orientale “Giuseppe Tucci”, Alto Medioevo “Alessandra Vaccaro” ai quali si è in seguito aggiunto l”Italo Africano”, recentemente intitolato a Ilaria Alpi. Nella concretizzazione di questo Museo si è speso fino all’ultimo sempre con sincero e quotidiano entusiasmo e con grande professionalità e fiducia nei suoi collaboratori, nella convinzione che la sua missione fosse quella di rendere possibile quello che per molti è ritenuta solo un’utopia: un museo che metta al centro l’uomo e la sua forza civilizzatrice.
Piaceva molto sottolineare a Gambari, ai visitatori e agli ospiti del Museo, il simbolismo contenuto nella grande tarsia marmorea del Salone delle Scienze, ideata nel 1941 da Mario Tozzi, nella quale campeggia al centro la figura di Minerva, dea protettrice delle scienze. In quella immagine i suoi più consueti attributi (l’elmo, la lancia, lo scudo) sono abbandonati da una parte e sostituiti con un libro: una chiara metafora del Museo delle Civiltà, un deciso messaggio di pace e di speranza ma soprattuto di fiducia nella scienza e nel sapere, in un tempo difficile allora per la guerra come oggi per le tante difficoltà nelle quali ci dibattiamo.

La sua visione di Museo delle Civiltà

“In un mondo che si è ormai globalizzato, noi siamo abituati a mettere in confronto realtà molto distanti sul piano economico, sul piano politico ma poco sul piano culturale. Un Museo come il nostro nasce proprio per stimolare la possibilità di comprendere i rapporti fra le culture e di imparare a rapportarsi con culture diverse.”

Incontro online

Giovedì 3 dicembre alle 15:30 il Museo delle Civiltà ha organizzato una iniziativa online per ricordare il Direttore con alcune testimonianze di coloro che nel corso della sua carriera lo hanno conosciuto e apprezzato.

Un caro saluto Direttore