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Museo delle Civiltà

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Museo delle Civiltà
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Piazzale Guglielmo Marconi, 14 Roma

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Concessionario attività didattiche del Museo delle Civiltà

Luogo

Museo delle Civiltà
Categoria

Data

08 Mar 2018
Expired!

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Visita guidata

Sguardi al femminile

In occasione della Festa della donna dell’8 marzo 2018 il Museo delle Civiltà offre una visita guidata gratuita, con il personale scientifico del museo, secondo un itinerario che, attraverso oggetti di contesti geografici, culture ed epoche differenti, illumina momenti nei quali la donna ha lasciato una traccia indelebile di sé.
Per i bambini è stato organizzato un laboratorio sulle fibule delle donne del Medioevo, a cura di ADITUM Cultura, laboratorio a pagamento, 5,00 € a bambino, per prenotazioni 3913283400 – 0654952243.

Il nostro percorso di “sguardi al femminile”

L’enigma delle Veneri

Oggetto: Statuetta antropomorfa definita: “Venere di Savignano”
Datazione: tra i 29.000 e i 20.000 anni da oggi
Provenienza: Savignano sul Panaro (Modena)

Rinvenuta casualmente nel 1925 a circa un metro di profondità in un terreno argilloso durante i lavori di costruzione delle fondamenta di un edificio rurale, questa statuina femminile è caratterizzata da seni e ventre prominenti, grandi glutei, braccia appena profilate, testa e gambe ridotte a forma conica. Come molti altri simili manufatti risalenti al Paleolitico Superiore, la sua funzione è piuttosto oscura, considerando l’assenza di qualsiasi documentazione al riguardo. Possiamo solo azzardare delle ipotesi basate sull’evidente accentuazione di alcune parti anatomiche che suggeriscono un collegamento simbolico alla fecondità e al ruolo riproduttivo della donna.

Una giovane aristocratica dell’Età del Ferro

Oggetto: Sepoltura femminile
Datazione: età orientalizzante (660-630 a.C.)
Provenienza: necropoli di Novilara (Pesaro Urbino), tomba 92

In questa postazione analizzeremo una sepoltura femminile proveniente da una necropoli dell’età del Ferro del centro Italia. La lettura del suo ricco corredo funebre ci permette di riconoscere l’elevato rango sociale attribuito alla giovane donna, ma anche di formulare ipotesi circa la possibile assunzione di ruoli politici di rilievo da parte di alcune donne all’interno delle società antiche.

 Storie della regina di Saba

Oggetto: Dipinto su tela
Datazione: XIX secolo
Provenienza: Etiopia

Bilqis o Makedda come si chiamava la Regina di Saba? E dove era il suo regno, nello Yemen o nel corno d’Africa? Una tela di autore ignoto, tipico esempio di quella Tourist art diffusa in Etiopia a partire dalla metà del XIX secolo, caratterizzata da profili neri e colori brillanti, ci fa ripercorrere la storia di questa leggendaria figura femminile, famosa oltre che per la bellezza per la grande saggezza.

 Ornamenti, perle e commerci

Oggetto: Cintura
Datazione: precedente al 1879, collezione O. Antinori, dono della Società Geografica Italiana, 1884
Provenienza: Africa, Etiopia

Come si adornavano le donne del regno di Gudrù? Le più agiate, nel corso del XIX secolo, tra i propri ornamenti annoveravano le gurdà-giennato, cinture femminili composte da più fili di perle vitree di forma, di colore e di dimensioni diverse. Sono cinture che non solo mostrano il gusto delle donne oromo di quell’epoca ma che, come vedremo nel corso della visita, raccontano anche di antichi commerci e relazioni tra Africa e Europa.

L’antenata partoriente

Oggetto: Moai. Figura di antenata
Datazione: 1886, dono di T. Moscatelli e G. Petella
Provenienza: Polinesia, Isola di Pasqua

Le culture si costruiscono sulla natura: modellano, addomesticano, modificano culturalmente atti naturali. Accade così anche per il parto, evento che accomuna donne di culture ed epoche diverse. Per quanto fisiologico il parto è affrontato in modo differente a seconda della cultura di provenienza: in molte società extraeuropee si partorisce in posizione verticale per favorire l’uscita del bambino, è questo il caso raffigurato dal moai, statua di un’antenata proveniente dall’Isola di Pasqua.

Melodie d’Oriente

Oggetto: Suzuki Harunobu (1725?- 1770), Ehon seirō bijin awase, Libro illustrato a paragone delle bellezze delle Case Verdi
Datazione: 1770
Provenienza: Giappone

Accompagnati dalle immagini delle cortigiane di Yoshiwara, (il quartiere del piacere della capitale Edo, oggi Tokyo), ritratte da Suzuki Harunobu nei momenti più intimi della loro giornata, gli oggetti esposti raccontano un Giappone profondamente diverso da quello di oggi. Nei loro quartieri privati, celati agli sguardi indiscreti dal sottile ma invalicabile schermo dei silenziosi pannelli scorrevoli, le cortigiane si perfezionavano in quelle arti indispensabili per la loro attività di intrattenitrici nei banchetti: la musica, la danza, la composizione floreale (ikebana), la conoscenza della poesia e della calligrafia. In occasione della festa della donna saranno esposti due strumenti musicali appartenenti alla collezione che lo scultore palermitano Vincenzo Ragusa raccolse in Giappone tra il 1876 e il 1882.

Gli ori di una donna longobarda

Oggetto: Coppia di orecchini
Datazione: tardo VI -prima metà del VII secolo d.C.
Provenienza: necropoli di Castel Trosino (Ascoli Piceno), Tomba S

Cosa può raccontarci una coppia di preziosi orecchini d’oro provenienti da un corredo funerario femminile della prima metà del VII secolo d.C.? A partire da questi monili deposti nella tomba di una facoltosa donna longobarda scopriremo che gli oggetti di corredo non sono soltanto indicatori di ricchezza ma sono anche la rappresentazioni delle idee, delle convinzioni e delle convenzioni che una società possiede. I dettagli visibili in questi oggetti serviranno da traccia per comprendere aspetti della vita delle donne longobarde in Italia a quell’epoca.

Insegna di tabaccaio

Oggetto: Insegna di tabaccaio
Datazione: inizio sec. XX
Provenienza: Piemonte

Tra le insegne di botteghe esposte in museo, spicca quella a bandiera di una rivenditoria di sale e tabacchi; su un ovale di metallo è raffigurato da un lato un giovane bersagliere che fuma il sigaro e dall’altro una donna che tiene tra pollice e indice una sigaretta mentre il fumo le esce dalle labbra. Simbolo di emancipazione femminile oppure immagine stereotipata di una trasgressione come sempre ambientata in un mondo lontano?