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L’eredità umana e scientifica di Mario Bussagli

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Museo delle Civiltà

21-23 settembre 2017

L’eredità umana e scientifica di Mario Bussagli

Museo d'arte orientale

Il Museo delle Civiltà, nella sede del Museo d’arte orientale ‘Giuseppe Tucci’, l’ISMEO - Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente, il Dipartimento “Istituto italiano di Studi Orientali” - ISO, ‘Sapienza’, Università di Roma, organizzano, per il 21, 22 e 23 settembre, un convegno di studi per ricordare i 100 anni dalla nascita di Mario Bussagli.

L’eredità umana e scientifica di Mario Bussagli

Convegno per il centenario della nascita (1917 – 2017)

Il Convegno, sostenuto dalla Banca Cras, Credito Cooperativo Toscano – Siena e con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Roma, riunisce il meglio degli studiosi italiani e stranieri per celebrare uno degli orientalisti italiani più importanti, scomparso quasi trent’anni or sono e, per altrettanti, titolare della Cattedra di Storia dell’Arte dell’India e dell’Asia Centrale, prima del genere in Italia e in Europa, ma anche primo direttore del Museo Nazionale d’Arte Orientale, ora confluito nel Museo delle Civiltà.

I temi affrontati in queste tre giornate saranno quelli cari a Mario Bussagli, dall’India all’Estremo Oriente, passando per la ‘Via della Seta’, ai rapporti tra Oriente e Occidente, con declinazioni di tipo storico, artistico, iconologico ed iconografico. Le diverse sezioni del convegno rispecchieranno le diverse aree d’interesse dello studioso, ma anche l’approccio che Mario Bussagli aveva nei confronti dei propri studenti, riassumibile nella celebre frase: Meglio curare un allievo che scrivere un libro.

Eppure di libri, Mario Bussagli ne ha scritti molti. I suoi volumi all’epoca erano tra i pochi ad affrontare in italiano tematiche relative alla cultura e all’arte orientale, in particolar modo quelle del Sub continente indiano e dell’Asia Centrale.

 

 

Chi era Mario Bussagli?

Nasce a Siena il 23 settembre 1917 e s’interessa di temi orientali fin da bambino, tanto che sceglie lui di seguire a Roma il magistero di Giuseppe Tucci con cui si laurea nel 1940 scrivendo una tesi sull’arte del Gandhāra.
Dopo la guerra vince due libere docenze e poi il posto di bibliotecario presso l’allora Istituto di Studi Orientali dell’Università “La Sapienza” di Roma. Proprio nei bei saloni di Palazzo Brancaccio cura, nel 1956, assoluta novità per l’epoca, la Mostra d’arte iranica / Exhibition of Iranian Art, che esponeva più di centotrenta pezzi a documentare l’evoluzione artistica della regione dai bronzi del Luristan fino alla stagione islamica.
L’anno successivo, vince la cattedra di Storia dell’Arte dell’India e dell’Asia centrale e Storia dell’Arte dell’Estremo Oriente e diviene il più giovane professore ordinario d’Italia. In quello stesso 1957, la Fondazione Giorgio Cini di Venezia gli affida la direzione della sezione di arte e cultura orientale dell’Enciclopedia Universale dell’Arte, tenuta fino al 1967 quando si completa l’opera.
Nel 1958 cura la mostra L’arte del Gandhāra in Pakistan e i suoi incontri con l’Asia Centrale, allestita prima nei saloni di Palazzo Brancaccio a Roma e poi in quelli di Palazzo Madama a Torino.
Accanto all’attività scientifica si afferma quella di alta divulgazione, con trasmissioni radiofoniche culturali e la collaborazione a quotidiani di livello nazionale. Le sue ricerche confluiscono nella pubblicazione de La peinture de l’Asie Centrale (Skira 1963). L’anno dopo, cura la mostra 5000 anni d’arte in Pakistan, allestita nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L’interesse di Mario Bussagli, però, non si limita all’arte orientale. È suo il libretto di successo, pubblicato per la Sansoni e dedicato a Bosch e tradotto in molte lingue europee, così come il suo ultimo lavoro Arte e magia a Siena, già uscito postumo per Il Mulino nel 1991 e quest’anno ripubblicato per i tipi dell’editore Betti di Siena.